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martedì 20 dicembre 2011

L'Alda e il Natale...

Poesia per Natale
di Alda Merini
Natale 1988


Buon Natale, Marina,
mia rondine felice
mia adorata figliola
piena di mille grazie,
che non perdoni mai
gli sprechi di denaro:
tu non perdoni
l'usura dei poeti
la loro fantascienza
e l'eterno dolore.
Se tu non mi perdoni
che debbon dire i figli
dell'interno Naviglio
sopra cui giace inerte
la nera poesia,
quelle luci lontane
il seno della colpa
e il lubrico miraggio
di un amore perduto.
Buon Natale, Marina,
per ciò che non ho avuto.

domenica 18 dicembre 2011

E' natale

I saw mommy...

Tette infarinate, profumo di zenzero per la casa, i knodel cotti e mangiati, il piccolo che parla di doni e inizia a scalpitare,  un vestito da aiutante di babbo natale (fatto con le mie manine)  pronto sulla sedia ... credo di essere vicino all'ineluttabile Natale... auguri cucciolo, è tutto per te.

mercoledì 14 dicembre 2011

Santa Lucia

La città non ti regala niente e se può ti dà il peggio di sè. Ti dice che è sporca, decadente, inquinata, rumorosa, distratta. Se ti fa comodo puoi crederle, puoi sentirti la persona giusta nel posto sbagliato. Oppure puoi amarla. Puoi scoprirla cambiando di poco l'inclinazione del tuo sguardo, camminando più lentamente, con le mani ben ficcate nelle tasche calde. Puoi guardare i suoi alberi stagliati contro un cielo di cemento, e i suoi palazzi fieri che ogni mattina sfidano la nebbia.

Puoi commuoverti fino alle lacrime mentre sei chiusa nella tua aula per l'ultima lezione prima della sessione invernale di esami e da fuori senti l'eco di un coro di natale e tutto si conclude in un applauso, dentro  e fuori i banchi, e sei davvero grata a quel professore ruvido che ride sotto i baffi per l'Imbriani. E puoi scoprirti in un sorriso mentre raggiungi l'atrio e le voci si fanno più calde e fuori intravedi il chiostro e una pioggia inglese che vuoi sentire sulla pelle.

E hai voglia di telefonare, per condividere un sorriso, e questa volta  una voce giusta da chiamare e torni all'auto con lo sguardo meravigliato e sereno e canti dentro di te quella canzone che ti arriva dritta al cuore dei ricordi. Sì, ieri era Santa Lucia, non lo hai scordato.

Santa Lucia


Santa Lucia, per tutti quelli che hanno occhi
e gli occhi e un cuore che non basta agli occhi
e per la tranquillità di chi va per mare
e per ogni lacrima sul tuo vestito,
per chi non ha capito.


Santa Lucia per chi beve di notte
e di notte muore e di notte legge
e cade sul suo ultimo metro,
per gli amici che vanno e ritornano indietro
e hanno perduto l'anima e le ali.


Per chi vive all'incrocio dei venti
ed è bruciato vivo,
per le persone facili che non hanno dubbi mai,
per la nostra corona di stelle e di spine,
per la nostra paura del buio e della fantasia.


Santa Lucia, il violino dei poveri è una barca sfondata
e un ragazzino al secondo piano che canta,
ride e stona perchè vada lontano,
fa che gli sia dolce anche la pioggia delle scarpe