martedì 12 settembre 2006


Ieri primo giorno di scuola, ho accompagnato il piccolo. Lo so sono una zia invadente ma lui è il mio unico piccolino e io la sua unica zia, avrò diritto a qualche vizio no? Bhè dicevo, primo giorno della seconda classe. Mi sembrava un pulcino sperso mentre entrava in quella nuvola di genitori e bambini, tra i grandi della quinta e i cuccioli smarriti e piagnucolanti della prima.


In un secondo però ha ritrovato la sua maestra, le ha dato i fiori e poi è stato tutto un abbraccio e pacche con gli altri bischeri dei suo compagni. Giovedì sera mi diceva che aveva paura di essere stato dimenticato dai suoi amici, e invece erano tutti pronti a ricreare la squadra, come dicono loro, per fare nuovi e inenarrabili macelli!


Ci siamo abbracciati e poi ha seguito la maestra che li ha presi per mano e li ha fatti sedere davanti alla grotta della Madonna e i genitori dietro. Abbiamo pregato con parole semplici, in quel mondo religioso fatto ancora di buoni sentimenti, di una Madonna che fa da Madre e con angeli custodi che guidano il cammino. Abbiamo pregato per i nostri bambini, perché crescano sani e giudiziosi, perché non conoscano mai la guerra come i bambini dell’Irak, dell’Iran e di tutti i paesi che ieri, così come mille altri giorni, si sono svegliati con un fucile vicino al letto e l’eco di bombe negli occhi spaventati.


Ho pensato che più di vent’anni fa, pregavo anche io per le stesse cose. Per la mamma ed il papà, per i bambini della guerra, per la pace nel mondo … Ma ieri era anche l’11 settembre e le televisioni proiettavano ininterrottamente immagini di morte e distruzione, di aerei contro grattacieli, di volti impolverati e insanguinati, di vedove e orfani, di bambini militari, di kamikaze…


Nella mia testa rimbalzavano e cozzavano, immagini di innocenza e di terrore. Il sorriso del mio piccolo e il volto duro di bambini nati nella violenza. Le nostre cartelle firmate e quei fucili. Le nostre suore, i loro “profeti”. Pensavo che per noi “osama” è una marca di pennarelli colorati per fare mille disegni innocenti, dall’altra parte del mondo e dietro la porta, Osama è sinonimo di morte.


Ogni conclusione a questo pezzo è scontata e infiorata. Dire che la guerra è la cosa più brutta che possa esistere, dire che loro sono cattivi e noi buoni…. Io so solo che ogni bambino di questo assurdo mondo, merita un primo giorno di scuola con mamma, papà e un futuro da conquistare con le gambette ancora abbronzate che non si stancano mai.



Buon mondo piccolo mio.

10 commenti:

  1. Ciao,Molto carino il tuo blog e a tratti anche interessante!
    Io sono troppo felice per aver passato (finalmente ) l'esame di analisi!!!!!

    Ciao
    Frank

    http://frenksblog.blogspot.com/

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  2. Fa bene ricordare a volte il punto di vista che abbiamo avuto tutti e che dovrebbe far sempre parte di noi.Si vuol crescer tanto in fretta che spesso nn ci gode abbastanza quegli anni.
    Bellissima l'idea che sia un vizio più per te che per lui l'accompagnarlo eheheh!

    bel blog davvero e grazie di esser passata..d'altra parte capita che un'onda arrivi sulla spiaggia..

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  3. Già ricordarsi ogni tanto come si era e come si voleva il mondo può aiutare.
    Anche la mia bimba avrà il suo primo giorno di scuola fra qualche settimana :)

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  4. grazie frank... mi piace essere "a tratti interessante" :)

    ioria: grazie per i complimenti e ... ti assicuro che veder crescere i nostri piccoli è davvero un privilegio...

    anonimo: buona scuola alla tua bimba ... e anche a te :)

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  5. Sai che ti dico? Hai scritto una bella pagina, scorrevole e ricca di "sapore vero". La chiusa è straordinaria...

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  6. hai mai letto:"molto forte, incredibilmente vicino" ?
    se non l'hai fatto te lo consiglio.

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  7. cercherò... lo metto in lista... ora ho 4 libri + 2 manuali che mi attendono :)

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