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mercoledì 4 giugno 2008

FOTOPOESIA (?)

LA MUSICA DELLE MANI


La musica è fatta di mani,
mani che suonano
piste e canali
e gli alti e bassi
di questa serata






Mani che sentono
la musica sulle dita
e arpeggiano nel vuoto
la musica che è nell'aria,
accarezzano uno strumento
che non potrà mai scordarsi
come queste sere
come questi volti
come ogni volta che ritroviamo
questa unione.



La musica è fatta di mani
che corrono sulle corde,
che fondono l'accordo
con il plettro e la pelle
ora forte, ora dolce
carezzando
come fosse un ventre,
una sorgente,
una donna.




La musica è fatta di mani
che si stringono da sole
e vibrano di emozione,
che tamburellano,
giocano
e si ritrovano ancorate ad una nota
ad un pensiero
ad un ricordo
alla paura di un errore
e alla certezza di una nuova sfida
a noi stesse
ad ogni smorfia
e ad ogni sorriso.



La musica è fatta di mani
le vostre mani che suonano
e le nostre che applaudono,
mani che sole restano ad ascoltare
mani che si salutano
mani che vanno via
cantando sulla strada
la musica fatta di mani.





(In foto in ordine di apparizione: Le mani del fonico del Muddy Blue, le mani di Gibson, Scrigno+
Roberto Lacchini alias Rock'n'roll Animal, Monicanta e un attento avventore)



domenica 13 aprile 2008

Bene finalmente sono riuscita a sistemare le foto, troverete i link qui sotto. Prima di ogni cosa, prima di ogni ricordo, vorrei ringraziare due uomini per questo viaggio: Gibson e Pess, nonostante alcuni nasi arricciati. Non sono abituata a ricevere dei doni senza ringraziare, per cui ringrazio Pess per avermi ricordato di volere, per avermi fatto conoscere le parole di Pessoa, per avermi ridato la forza e l'energia per sentirmi ancora viva e ringrazio Gibson, perchè è capace di trasformare i miei desideri in realtà, perchè è capace di insegnarmi ad essere concreta e perchè ho visto nelle foto che mi ha scattato a mia insaputa, l'Amore che prova per me.


Detto questo ecco le foto:


LISBONA CITTA'


LISBONA PESSOA AND ME


IL LIBRO DELLE MAREE


FOTO CURIOSE


e poi questo link. Mi sono chiesta spesso, e mi hanno chiesto spesso, che cosa è per me L'Amore, il matrimonio, la famiglia e spiegarlo a parole è assolutamente complicato... però queste foto riassumono molto bene quello che penso a riguardo.


AMORE

lunedì 25 febbraio 2008

Ok è lunedì... dismetto le scarpette rosse e ricomincio a lavorare.


Buona settimana a tutti



sabato 23 febbraio 2008

C'è una cosa che mi manda ai pazzi. Perdere le persone. L'ho già detto e lo dirò ancora mille volte. C'è la morte, e con quella non ci puoi fare nulla: vince lei, anche quando ti chiedi perchè. Poi ci sono altre persone che un giorno sono nella tua vita. Persone con le quali esci, mangi, ti ubriachi, ti confidi, dormi, fai i viaggi. Amici, mi verrebbe da dire, se non fosse che.... Che un giorno mandi un messaggio e non vedi arrivare una risposta. Persone che chiami e non rispondono. Persone che ieri c'erano e oggi no e non riesco a spiegarmi perchè. Come lui.


Ci sono stata male per un bel po', ho pensato di aver fatto qualcosa di sbagliato, poi ho capito che non era così, ma di fatto lui non c'è più. Ogni we mi viene voglia di chiamarlo per dirgli di uscire con noi, come quando eravamo un triumvirato: gibson, io e lui... sempre insieme. Però poi ho paura. Paura di un altro no che sarebbe troppo pesante, allora sfodero tutto il mio cinismo e penso che è meglio così. Che non ho voglia di avere a che fare con persone del genere, che è lui che ci perde e che a me resta la cosa migliore che potesse darmi: due bacchette da infilare nei capelli che mi ha portato dal Giappone. Certezze che di solito perdo al primo risveglio o alla seconda birra.


E' che mi manchi idiota.



mercoledì 20 febbraio 2008

Da oggi prende il via una nuova rubrica dal titolo "I RACCONTI DEL CELLULARE". Gli argomenti saranno vari: appunti, spizzichi e bocconi, foto rubate qua e là, elucubrazione di ogni genere in ordine sparso.


IN VIAGGIO PER PADOVA - andata e ritorno - 13 febbraio 2007



ORE 10.30: LA VITA FA TIC TAC


Attendo l'attibuzione del binario e mi guardo intorno. I visi accanto a me sembrano di un omogeneo color grigiastro e sembrano tutti seri, mi chiedo se anche io appaio così ai loro occhi. Intorno è tutto movimento: persone, valige, vagoni, i cartelloni degli orari in continuo aggiornamento, minuti che si accumulano a minuti di attesa. L'eurostar sul binario 10 viaggia con 10 minuti di ritardo. Nemmeno la pubblicità resta ferma su cartelloni scoloriti, si alterna su monitor LCD e la vita fa tic tac.


ORE 11.45: CAFFE' BECAUSE


Sta arrivando l'omino, quello con la voce da citofono e il campanello sul carrello delle bevande "caffè, cappuccino, paaaaaninii". C'è un ragazzo inglese nello scompartimento con me, penso sia uno studente di architettura, continua a schizzare sulla moleskina dei prototipi di sedie. Chiede un caffè. L'omino, in quel dialetto che sa di qualunque cosa tranne di italiano, chiede "che lo vuoi lungo, corto, macchiato". Il ragazzo lo guarda timido e dice "I'm English" e l'omino sfodera tutta la sua padronanza delle lingue: "che lo vuoi small (indicando con la mano "piccolo") o BECAUSE (indicando con la mano "grande"). Ovviamente non ho resistito, sono scoppiata a ridere e poi mi sono tuffata tra le pagine del libro che stavo leggendo: Fontamara, mai lettura fu più azzeccata.



ORE 12.21: PASSING PESCHIERA


Tra poco sarò nella mia terra e già intravedo nella campagna e nei vigneti circostanti, le case colorate con le finestre bordate di bianco. La mia terra è fatta così: filari interminabili di viti e frutteti e verde geometrico intervallato da zolle di terra bruna smossa da poco. Forse è per questo che qui riesco a ritrovare il filo rosso dei miei pensieri, della mia vita, dei miei "c'è da fare". Qui riesco a sentirmi circondata da metodo e passione ed è con metodo e passione che vorrei affrontare la vita. Io che amo il profumo della polvere cementizia, qui ritrovo il gusto di respirare e, anche se sono ancora su questo treno che puzza di sferragliamento, sento l'energia del verde che, ordinatamente, sta per germogliare.






13.26 ARRIVO A PADOVA





ORE 20.20: STO TORNANDO A CASA


E' che forse amo troppo e per questo non sarò mai davvero serena. Come adesso che sono su questo treno e dal finestrino scorre via solo una lastra nera e qualche bagliore. Però ho sentito il respiro sospeso e quel tremore alla bocca dello stomaco. Era il mio fiume che scorreva sotto i binari, erano le mie vene che gli facevano da letto. Eppure mio non è, come ogni cosa che mi tormenta il cuore, come ogni cosa che genera quella malinconia che amo, come ogni cosa che mi spinge ad amare di più. E' la vita che non ho che amo ed è la vita che non ho che mi spinge avanti, che mi fa superare le barriere dei miei limiti per poter fare qualche cosa in più. E' l'avviso che mi ricorda quel gradino che altrimenti non vedrei "mind the gap"



le altre foto sono qui


IL GUSTO PIENO DELLA VITA... parte II


In bocca al lupo ragazzi





domenica 10 febbraio 2008

sabato 2 febbraio 2008