martedì 7 febbraio 2012

best friend

da oggi in poi il mio migliore amico sarà sfogliabile, al limite ascoltabile... sicuramente infrequentabile.

you're my best friendyou're my best friend

Mrs Bliss

Il reverendo Wiley mi sconsigliò di divorziare
per il bene dei figli,
e il giudice Somers fece lo stesso con lui.
Tirammo avanti fino alla fine del sentiero.
Ma due figli davano ragione a lui,
e due davano ragione a me.
E i due che tenevano per lui accusavano me,
e i due che tenevano per me accusavano lui,
e in ogni caso soffrivano.
E tutti erano tormentati dalla colpa d'aver giudicato,
e con l'animo angosciato perché non potevano ammirare
ugualmente lui e me.
Un giardiniere sa che le piante cresciute in cantina
o sotto una pietra sono contorte e gialle e stentate.
E nessuna madre farebbe succhiare al suo bimbo
latte malato dal seno.
Ma giudici e predicatori consigliano di allevare le anime
dove non c'è sole, ma soltanto penombra,
non calore, ma solo umido e freddo -
giudici e predicatori!



p.s. Rev. L. Wiley

Predicai quattromila sermoni,
diressi quaranta revival,
e battezzai molti convertiti.
Ma nessuna delle mie imprese
risplende più fulgida nella memoria del mondo,
e nessuna è per me più preziosa:
ho salvato i Bliss dal divorzio,
e scampato i figli da quella sventura,
perché crescessero donne e uomini probi,
contenti di sé e vanto del villaggio.

l'internazionale

"Triste ma vero: molte persone vogliono sempre quello che non hanno e non vogliono quello che hanno. Nelle prossime settimane non dovresti fare come loro, Ariete. Perché se vorrai esattamente quello che hai e non desidererai troppo quello che non puoi avere, ti andrà tutto nel verso giusto. Pensi di potercela fare? Se è così, sarai sorpreso dalla pace sublime che troverai."

... no problem, ora so perfettamente ciò che voglio e, ancora meglio, sono sicurissima di quello che NON voglio.

il prezzo della libertà

Il prezzo della libertà si chiama reflusso... ma va bene, con quello sai conviverci e non ti delude mai.

lunedì 6 febbraio 2012

Wislawa Szymborska

Contributo alla statistica

Su cento persone:
che ne sanno sempre piu’ degli altri
- cinquantadue;

insicuri a ogni passo
- quasi tutti gli altri;

pronti ad aiutare,
purche’ la cosa non duri molto
- ben quarantanove;

buoni sempre,
perche’ non sanno fare altrimenti
- quattro, be’, forse cinque;

propensi ad ammirare senza invidia
- diciotto;

viventi con la continua paura
di qualcuno o qualcosa
- settantasette;

dotati per la felicita’
- al massimo poco piu’ di venti;

innocui singolarmente,
che imbarbariscono nella folla
- di sicuro piu’ della meta’;

crudeli,
se costretti dalle circostanze
- e’ meglio non saperlo
neppure approssimativamente;

quelli col senno di poi
- non molti di piu’
di quelli col senno di prima;

che dalla vita prendono solo cose
- quaranta,
anche se vorrei sbagliarmi;

ripiegati, dolenti
e senza torcia nel buio
- ottantatre’
prima o poi;

degni di compassione
- novantanove;

mortali
- cento su cento.
Numero al momento invariato.

il big ben ha detto stop





Ti viene in mente una voce antica che decretava inesorabilmente che “il big ben ha detto stop”. Ecco pensi a questo. Stop, basta. Sei stanca, stanca di essere sempre messa alla gogna come portatrice di ogni male, stanca di sentirti carica dei tuoi errori (e con quelli sai farci i conti) e degli errori altrui. Stanca di confrontarti ad adulti che si comportano da bambini viziati, che vogliono quel gioco, sì, proprio quel gioco che non possono avere e che non meritano, quel gioco che hanno avuto in mano per un solo istante e che hanno rotto. Basta. Non sei più disposta a sopportare. Ogni cosa che fai è travisata, ogni parola inascoltata. Che senso ha? Hai dato fondo ad ogni forza per essere gentile e felice per chi gentile e felice non lo sarà mai con te e per te. Adesso basta. Non ci sono altre spiegazioni, non presti più il fianco con parole che verrebbero rivomitate uguale ed opposte, restano solo insulti di cuore. Basta, il big ben ha detto stop.

giovedì 2 febbraio 2012

good bye

Un piccolo dire addio all’isola che non c’è. Un mondo irreale che ha saputo insinuarsi nella quotidianità diventando pensieri e condivisione e poi uomini e donne, e amicizie, alcune speciali. Un bruciare il diario degli ultimi otto anni o mettere in soffitta i giochi diventati troppo piccoli per noi bambini cresciuti.
E’ uno strano anno questo 2012, inizia con un naufragio e un terremoto, con degli oscuri presagi che sanno di addio, questo sarà il primo, piccolo, quasi indolore, che aprirà la stagione di questo teatro, speriamo ci sia anche qualche commedia in cartellone.

Grazie a splinder, grazie per avermi aperto un nuovo mondo, una nuova me, per avermi fatto scrivere per la prima volta il mio nome sulla copertina di un libro, per avermi fatto entrare in una università, facendomi capire quanto per me fosse un progetto inrinunciabile.
Grazie a chi c’è stato, ma soprattutto grazie a chi ci sarà, per una nuova avventura in una nuova isola che non c’è… o forse sì.

p.s. per non farmi mancare niente sono due giorni che cerco di postare questo post... così per non sentire la mancanza della famosa videata blu.