sabato 25 ottobre 2008

mercoledì 22 ottobre 2008

....ecco ... giusto per intenderci...


m'andate affa.....o


Milano, Maso in semilibertà


Primo giorno al lavoro fuori da carcere


Inizia oggi la semilibertà per Pietro Maso, l'uomo di Montecchia di Crosara (Verona) condannato a 30 anni per aver ucciso i genitori. Il regime di semilibertà gli è stato concesso nei giorni scorsi, dando il via, come era inevitabile, a numerose polemiche. Stamattina Maso è andato al lavoro in un'azienda del Milanese. Tornerà in carcere per trascorrere la notte.


Uscito dal carcere di Opera, dove è detenuto, Pietro è salito a bordo della sua auto ed è andato a lavorare nell'azienda in cui intraprenderà il percorso di semilibertà.

I giudici di sorveglianza di Milano gli avevano concesso questo beneficio dopo aver tenuto in considerazione il rapporto stabile con la fidanzata, una giovane milanese, il rapporto ricostruito con le sorelle e la capacità di Maso di affrontare la realtà esterna. In particolare, avevano valutato positivamente la sua risposta alla pressione dei media ai quali non ha mai concesso interviste, senza quindi mai mettersi in mostra.
















VITTIME DELLA CRIMINALITA’ APPELLO ALLA STAMPA
Pubblicato il 23/05/07 alle 21:14:16 AST da Admin
GiustiziaVITTIME DELLA CRIMINALITA’ APPELLO ALLA STAMPA: NESSUNO SI PREOCCUPA DELLE VITTIME.
Silvia Ferretto Clementi
Consigliere Regionale di AN - www.ferretto.it

VITTIME DELLA CRIMINALITA’ APPELLO ALLA STAMPA
Date voce alla disperazione, alla rabbia e al dolore dei parenti delle vittime, pubblicando la lettera di uno di loro
Dopo l’approvazione in Consiglio regionale della mozione N. 162 http://www.ferretto.it/attivita_politica/Mozioni/mozione_162_vittime.html da me presentata e sottoscritta da quasi tutti i gruppi regionali, con la quale si chiede alla giunta regionale di garantire un supporto informativo, psicologico, legale e economico a tutela e sostegno di coloro che, direttamente o indirettamente, sono vittime della criminalità – racconta Silvia Ferretto Clementi. Consigliere regionale di Alleanza Nazionale - ho ricevuto una e-mail di ringraziamento da parte del parente di una vittima, alla quale era allegata una lettera veramente toccante.
Un grido di rabbia, di dolore e di disperazione. Una testimonianza – continua l’esponente regionale di AN - estremamente significativa, resa da Livio Moiana, il cugino di una giovane donna alla quale, per futili motivi, è stata recentemente tolta la vita,.
Le vittime e i loro parenti – conclude Ferretto - vengono troppo spesso dimenticati e lasciati soli con i loro drammi e vicissitudini. Credo che sia dovere delle forze politiche, oltre che di occuparsi giustamente dei diritti dei detenuti, non abbandonare queste persone e della stampa dar loro voce. E’ per questo che chiedo a giornali, radio e televisioni di dare spazio a questa tanto drammatica quanto dura lettera, che allego qui di seguito. Il documento si può consultare e scaricare anche dal mio sito www.ferretto.it alla voce “sicurezza”.

STRUZZI E CONIGLI... ASPETTANDO QUALCHE FALCO
Grazie Presidente della Repubblica che trova il tempo e i pensieri per andare a visitare i criminali in carcere....
Grazie da parte di una vittima e parente di una vittima che da lei non ha ricevuto nulla se non lo sdegno nel vederla preoccuparsi per chi infligge il male.
Grazie per la sua scelta di pensare a loro dimenticandosi di noi vittime.
Grazie a voi politici che tanto vi prodigate nel cercare di rendere la vita ai criminali sempre migliore (abolizione dell'ergastolo, riduzione della pena col patteggiamento, permessi, benefici, semilibertà, etc.) disinteressandovi totalmente delle vittime, passate o possibili future.
Grazie a voi che ritenete disumano vivere in determinate condizioni nei penitenziari.
Grazie a voi che probabilmente ritenete, invece, umano vivere in una casa, in una città, in una vita in cui si è subita una violenza, un omicidio o uno stupro.
Pensate sia forse umano vivere in una tomba di un cimitero?
Provate a migliorare le condizioni di alloggio di un defunto quando vi preoccupate di celle strapiene nelle carceri.
Grazie a voi che preferite l'indulto, l'amnistia, i permessi e le semilibertà all'inaugurare e far funzionare nuove carceri che giacciono abbandonate tra erbacce e stipiti rotti da anni e per le quali sono anche stati spesi milioni e milioni di euro dei contribuenti.
Grazie a voi che vi preoccupate del reinserimento nella vita per i criminali.
Grazie...
noi vittime e famiglie delle vittime invece siamo poveri imbecilli.
Noi dobbiamo rimboccarci le maniche e fare tutto da soli perché a voi interessa solo il bene dei criminali.
Pensate sia facile dopo un crimine subito, dopo aver perso per omicidio una persona amata, dopo aver subito uno stupro reinserirsi nella società e nella vita di tutti i giorni?
Pensate sia facile dover affrontare paure, timori, insicurezze e, purtroppo, spesso anche certezze dopo un trauma del genere? Probabilmente sì, perché non spendete mai una sola parola per le vittime: i carcerati vivono in condizioni disumane nei penitenziari.
Questo è ciò di cui vi preoccupate.
Grazie perché tra vittima e criminale quest'ultimo da voi ha sempre benefici.
Provate a chiedervi se una vittima può beneficiare di permessi premio dal suo dolore o dalla perdita di un proprio caro morto ammazzato.... provate a chiedervi se una vittima di un crimine potrà mai avere l'indulto verso il proprio dolore o trauma....
provate a chiedervi se una vittima di stupro o di abuso sessuale (pensate a donne e bambini se ne siete capaci) avrà la semilibertà da ciò che si porta dentro, da quando è successo.
L'unica certezza della pena è quella delle vittime.
La pena che si portano dentro e che resterà per sempre….
Grazie a voi politici, persone famose e non, che tanto vi prodigate per andare a trovare i criminali nei carceri, dandovi da fare in iniziative per il loro recupero.
Chissà quanti di voi hanno mai fatto una telefonata, scritto una lettera, o suonato alla porta di una vittima.
Processioni di attenzioni invece verso i carceri.
Tra vittime e criminali ecco di chi vi importa.
Alzi la mano chi vi ha mai sentiti parlare delle vittime e di fare qualcosa per loro.
La alzi ora invece chi vi ha sentito parlare del problema delle disumane carceri italiane..
E infine grazie ad alcuni di voi giornalisti, struzzi e conigli, che sicuramente vorrete
cestinare questa mia lettera perché è più importante parlare di vallettopoli, dei reali di questo o quel paese, dei calciatori o di qualche reality.
Attenderò un falco tra voi, ma sono disilluso perché per esserlo serve coraggio e personalità.
Attenderò tra voi qualcuno che si alzi in volo... ma con la testa sotto la sabbia è difficile farlo.



LIVIO SONO CON TE

martedì 21 ottobre 2008

Lala ha appena scoperto che se metti le spine nei buchetti giusti la stampante stampa....e non è che devi mettere lo spinotto in un qualsiasi buchetto dove il filo non cade.... no no...serve proprio quello lì che altrimenti non va. Lala ha appena scoperto di essere un piccolo genio


domenica 19 ottobre 2008

..... So che sarò stimato pazzo, come so ancora che tutti gli uomini grandi hanno avuto questo nome. E perché la carriera di quasi ogni uomo di gran genio è cominciata dalla disperazione, perciò non mi sgomenta che la mia cominci così
Voglio piuttosto essere infelice che piccolo, e soffrire piuttosto che annoiarmi, tanto più che la noia, madre per me di mortifere malinconie, mi nuoce assai più che ogni disagio del corpo.....
(Leopardi)
Oggi sono Santa



sabato 18 ottobre 2008

Nick Beat scopre il Leoncavallo





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Così Nick Beat svoltò l'angolo di un viale triste e si trovò nella strada chiusa.Vide la storia scritta a vernice su di un muro dimenticato. Entrò nella porta aperta tra la ruggine da sequestrare e seguì la musica. Il lamento di contrabbasso e donna arrivava dall'interno dell'edificio ... o della sua anima, questo Nick Beat non riusciva ancora a distinguerlo.

Superò le stanze quasi vuote, andò oltre i tavoli e i voli persi di occhi fumosi . Trovò una luce blu e poi rossa, e poi la corda, e poi un sentiero tracciato da chilometri che aveva percorso e oceani che aveva dimenticato. Trovò Il Suono di donna che si espandeva nella cassa armonica dei suoi ricordi vagabondi. Conosceva poco quella musica, ma era sicuro di averla già sentita in più di un porto e ora la ritrovava lì, nell’ultimo angolo cementizio ripudiato dalla città senza confine, colorata per un istante di rosso e di blu, nero alle pareti e vetri infranti. Qui, per la prima volta dal suo arrivo, aveva ritrovato quella contrapposizione dura agli occhi e dolce per il cuore, quella malinconia raccontata in un sorriso nascosto da un microfono che ne amplificava la profondità. Ad ogni latitudine era rimasto rapito da ogni odore di porto, dalla favola di un sorriso che cantava struggente abbandono. Ed era di nuovo in ogni parte del mondo e di nuovo sentiva di non appartenere ad alcun luogo.


Si perse nella birra di brina e plastica, la stessa di ogni pessimo bar del mondo, quella che pesa come poche monete tintinnanti, pochi pensieri e una buona dose di solitudine. La stessa, sempre la stessa, che lo faceva sentire in compagnia ad ogni passo e sorrise della confusione che si accalcava sulla sua lingua muta.


Si sedette, tirò fuori dalla tasca un po' di carta sgualcita e prese a scrivere con la penna che, proprio come la solitudine, non lo abbandonava mai: "E così svoltai l'angolo di un viale triste ..."