venerdì 9 maggio 2008


Il Dottore del Fiume è stato dapprima nero su bianco su di un monitor grigio. Erano parole e ancor prima la luce di una finestra che si accende "Il Dottore del fiume è on line" . C'erano le parole, che che non emettevano un suono ma riempivano quel silenzio di parole incolori che producevano solo rumore. Arrivano la serata tardi dopo la corsia d'ospedale, quella di "medicina interna" e quella di "questa storia non ha più senso".


Poi le parole sono diventate una voce, al giovedì, che raccontavano di un mondo che mi apparteneva, in un dialetto che amavo e mi raccontavano di lui e del mio Fiume. Quanti messaggi "come sta il fiume oggi?" e la nebbia o il sole di cui mi parlava, erano il suo cuore e il suo umore. Poi ci trovammo al mio paese, e la gioia e la stranezza di trovarci ad un tavolo, lui che sapeva tutto di me, fingeva di non saper nulla e mi accarezzava con lo sguardo quando io lo guardavo e cercavo quelle parole silenziose che mi avevano sostenuto in tutti quei mesi.


E poi quella notte, corsi in pigiama in giardino per parlare con lui "è finita" e lui che girava la macchina indietro e mi diceva "ho appena passato la frontiera, torno in Italia da qui non ti sento bene". Mi hai consolato e io non lo scorderò mai Dottore.


Ed è rimasto così, con un momento che sembrava Amore, ma che era solo una gran bella Amicizia. E mi ha presentato quella che sarebbe diventata sua moglie e io che dicevo "non fa per te, ma è la tua strada". La tua telefonata due anni dopo, "è finita" ed eravamo ancora noi due di nuovo a sorreggerci. E sempre così Dottore. Ed eri al mio matrimonio e so bene cosa pensi. E oggi leggendo Lapo, mi è venuta voglia di un pic nic, noi quattro sul nostro Fiume.

giovedì 8 maggio 2008

Ripenso spesso alla tua voce arrabbiata e a quella domanda "ma allora che sentimenti erano??" Ci penso spesso se il mio modo di amare è giusto o sbagliato.


Quando bruciava nello stomaco, quando viveva di emozioni, quando era l'Amore che io pensavo fosse giusto, ha sempre fatto male. Era tradimento, botte, rifiuto, silenzio, letto freddo, dolore, distruzione. Eppure quello mi sembrava l'Amore giusto. Ho sempre perso quando ho provato Amore. Perso una parte di me che sembrava la migliore. E non credo che questo possa essere giusto. L'Amore fa crescere, fa evolvere, è gioia, è sesso, è intesa, è tramonti e una pizza nel cartone. Ma quell'amore non ha mai costruito nulla.


E poi c'è l'Amore della coperta sul divano, della doccia che va in bagno mentre tu sei ancora nel letto, dei pic nic nella casa ancora vuota, masticando e sognando come verrà. E non è lo sturm und drang di emozioni al quale anelo, ma fa tutto quello che un Amore dovrebbe fare... e forse allora l'Amore giusto è quello e io non ho capito nulla.


E c'è l'Amore che mi ha insegnano mio nipote, quando pesava 4 kg e profumava di pelle nuova. E volevo tutto per lui, avrei ucciso per difenderlo. E' quell'Amore che ti insegna a volere tutto per lui, anche se devi morderti la lingua e legarti le mani, anche se devi rinunciare alla tua serenità per lasciarlo andare libero per la sua strada. E' quell'Amore che mi fa dire "voglio solo che tu sia felice" e non importa se questo non rende felice me. Perchè la strada che stai facendo è quella giusta, è quella che ti fa crescere e non è la strada che avrei scelto per te, ma non è questo quello che importa.


Nella mia stupida testa utopica, ho sempre pensato che questi amori potessero conviere e completarsi e forse non ho capito nulla... o forse ho capito cosa voglio dalla vita... ma non ho ancora capito come fare per ottenerlo.

Insomma questo ridente paesello in mezzo al nulla inizia a piacermi. Qualche settimana fa il fan secondo il quale "emano un'energia bellissima" e sta mattina una signora mi ha fermata fuori dall'ufficio e mi ha detto posso dirle una cosa.... sta sera qualcuno va a casa con il mal di testa... perchè questo vestito le sta proprio bene" ... Insomma una la giornata la inizia meglio così no? E il mio ego si rotola come un maialino nel fango



mercoledì 7 maggio 2008

E mi sono sbagliata .. non lavoro per il Muppet Show, lavoro nella casa nella prateria. Sta mattina la vecchia ha avuto una brillante idea degna dei migliori manager bocconiani: vuole tenere la contabilità in registri cartacei perchè lei non riesce a capire e non sa aprire il programma. Che poi programma è una parola grossa perchè qui si tengono i mastrini con excell e con tutta una serie di fogli e foglietti infilati nelle cartelle perchè non si può cambiare nulla perchè le cose sono state impostate così 12 anni fa e guai a cambiarle. Lavorare così e non lavorare è la stessa cosa. Oltre tutto sto facendo lo stesso lavoro in 20 ore a settimana anzichè 40 come prima ... ci manca solo che mi metto solo a fare l'amanuense.



Nel frattempo aspetto con ansia il mio momento MASTERCARD, come in quella vecchia pubblicità che recitava tipo "mandare affanculo quelli che ti hanno preso a calci non ha prezzo...." e oggi è il 7 maggio .. mancano 17 giorni.

martedì 6 maggio 2008

Sembrano argomenti poco legati tra loro ma vi assicuro che nel mio piccolo cervellino, culla di tanti capelli biondi, c'è un nesso. Pensavo al discorso della pubblicazione dei redditi on line e alla fiera del libro di Torino. Io ci vado, ben contenta e, come dice Bianca, sono convinta che boicottarla sia una fesseria. Ieri cercavo di spiegare che, posso accettare che il mio reddito sia messo on line, ma esigo che il dato venga "usato" o da persone esperte del settore che sono capaci di contestualizzarlo per quello che è, o quanto meno, voglio che chi sbircia lasci le generalità. I motivi sono molteplici, tra cui anche la sicurezza che sarebbe un discorso troppo ampio da spiegare, ma se c'è la paura e perchè c'è un fondamento... che non racconto perchè è troppo privato.


Ma al di là di questo, penso che creare un danno anche ad un solo cittadino onesto che paga le tasse, non sia democrazia. La Democrazia non è questo. E la stessa cosa la penso per la fiera del libro. E' un'occasione CULTURALE che ha molti vantaggi per molte persone oneste, dai torinesi agli israeliani ed è per queste persone che non boicotto. So che è un post impopolare, ma tanto non sono qui per fare campagna elettorale. E' quello che penso, qui scritto in modo troppo sbrigativo e criptato.... ma sono di corsissima.

lunedì 5 maggio 2008

I




ll regalo di un giorno che comincia presto: un cappuccino in riva al lago, l'aria fresca, il cioccolato sulle labbra, gli occhi curiosi come quelli di un turista, che scoprono colori solitamente coperti dalla fretta. Mi scopro a ricordarti con colori di un uomo, un uomo con tanti limiti come è giusto che sia. Ti scopro fallibile come nella mia fantasia non sei stato mai e mi scopro serena anche senza di te.
Manca solo un tassello, quel dannato tassello che toglie forma e colore al disegno. Ma arriverà. E non avrà calzoni da uomo, non sarà di baci ruvidi di barba non rasata. Avrà i miei colori, quelli che voglio, quelli che amo. E non sarà subito, non deve esserlo.
Tu cerchi ancora la tue risposte? Io non ho smesso di farmi domande , ma sono sempre io l'oggetto dei miei quesiti. Settembre è dietro l'angolo, che inizi una nuova vita?

venerdì 2 maggio 2008


IL CHITARRISTA DEL LEONCAVALLO


E così quel poco di arte


che ti è rimasta


in fondo all'anima


se ne va


tra un grido rimasto


sulla maglia sgualcita


e del fumo che passa


di mano in mano.


Chiedi silenzio


e trovi sei corde,


nasce la musica


e vai lontano


tra due occhi


che ti ascoltano


e quattro ricordi


che vuoi dimenticare.





Così mercoledì sono andata al Leoncavallo, ad accompagnare L. che non c'era mai stato. E potrei raccontare tante cose, come i bonghi suonati alla luce del camino, o il senegalese alto due metri. Di come il fumo si mescolasse tra gli insulti ad Allah e la disquisizione tra il senegalese onnipresente di cui sopra e due egiziani, su come l'Africa sia le merde du monde (parole loro)


.. oppure potrei raccontare di come è stato bello risentire "Anna e Marco"....


Anna come sono tante
Anna permalosa
Anna bello sguardo
sguardo che ogni giorno perde qualcosa
Se chiude gli occhi lei lo sa
stella di periferia
Anna con le amiche
Anna che vorrebbe andar via

Marco grosse scarpe e poca carne
Marco cuore in allarme
con sua madre e una sorella
poca vita, sempre quella
Se chiude gli occhi lui lo sa
lupo di periferia
Marco col branco
Marco che vorrebbe andar via

E la luna è una palla ed il cielo è un biliardo
quante stelle nei flipper sono più di un miliardo
Marco è dentro a un bar
non sa cosa farà
poi c'è qualcuno che trova una moto
si può andare in città

Anna Bellosguardo non perde un ballo
Marco che a ballare sembra un cavallo
in un locale che è uno schifo
poca gente che li guarda
c'è una checca che fa il tifo
Ma dimmi tu dove sarà
dov'è la strada per le stelle
mentre ballano si guardano e si scambiano la pelle

E cominciano a volare
con tre salti sono fuori dal locale
con un aria da commedia americana
sta finendo anche questa settimana
Ma l'America è lontana
dall'altra parte della luna
che li guarda e anche se ride
a vederla mette quasi paura

E la luna in silenzio ora si avvicina
con un mucchio di stelle cade per strada
luna che cammina
luna di città
poi passa un cane che sente qualcosa
li guarda, abbaia e se ne va

Anna avrebbe voluto morire
Marco voleva andarsene lontano
Qualcuno li ha visti tornare
tenendosi per mano